Periodo
Fine XV — XVII secolo.
Origine geografica
Italia rinascimentale (Firenze, ambiente dell'Accademia neoplatonica), poi area germanica e francese.
Figure principali
Giovanni Pico della Mirandola, Johannes Reuchlin, Francesco Zorzi (Giorgi), Heinrich Cornelius Agrippa, Athanasius Kircher, Christian Knorr von Rosenroth.
Opere fondamentali
Pico della Mirandola, Conclusiones (1486); Reuchlin, De arte cabalistica (1517); Zorzi, De harmonia mundi (1525); Knorr von Rosenroth, Kabbala denudata (1677-1684).

Definizione

La Kabbalah cristiana è la rilettura cristiana della Kabbalah ebraica avviata nell'Italia del tardo Quattrocento e sviluppata nei due secoli successivi in area latina e germanica. Il presupposto comune dei suoi autori è che la sapienza cabalistica, ricevuta da Mosè per via orale parallelamente alla Legge scritta, conterrebbe — opportunamente decifrata — conferme delle verità cristiane: la Trinità, l'Incarnazione, la Redenzione.

Origine storica

La nascita ufficiale della Kabbalah cristiana è collegata alla figura di Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), che nelle 900 Conclusiones del 1486 introduce per primo in ambiente cristiano un nutrito corpus di tesi cabalistiche. Pico afferma celeberrimamente che "nessuna scienza ci dà maggiore certezza della divinità di Cristo della magia e della cabala", suscitando immediate condanne ecclesiastiche e una difesa che lo costringerà alla fuga.

L'opera di Pico apre la strada a una vasta produzione. Johannes Reuchlin (1455-1522), il maggiore ebraista cristiano del Rinascimento, pubblica De verbo mirifico (1494) e soprattutto De arte cabalistica (1517), trattati che fondano lo studio cabalistico nel mondo cristiano e attireranno su Reuchlin un duro conflitto con i teologi domenicani di Colonia.

In Italia, il francescano veneziano Francesco Zorzi (1466-1540) sviluppa nel De harmonia mundi (1525) una visione cosmologica che integra Cabala, ermetismo e platonismo. L'opera di Zorzi avrà un'influenza notevole sull'architettura sacra (è coinvolto nel progetto di San Francesco della Vigna a Venezia).

Nel mondo tedesco, Cornelius Agrippa (1486-1535) integra la Kabbalah cristiana nel grande sistema sintetico del De occulta philosophia (1531-1533). Nel Seicento, l'opera enciclopedica di Athanasius Kircher (1602-1680) — in particolare l'Oedipus Aegyptiacus (1652-1654) — e soprattutto la grande Kabbala denudata di Christian Knorr von Rosenroth (1677-1684), traduzione latina di ampie sezioni dello Zohar e di altri testi cabalistici, costituiscono i monumenti tardivi di questa tradizione.

Caratteristiche distintive

La Kabbalah cristiana si distingue dalla Kabbalah ebraica per alcuni tratti precisi.

  • Il fine apologetico cristiano: i testi cabalistici sono letti come prove indirette della verità del cristianesimo. L'Albero delle Sefirot è messo in corrispondenza con la Trinità; il nome di Gesù (יהשוה, IHSVH) è interpretato come il Tetragramma divino reso pronunciabile dall'inserzione della lettera Shin.
  • L'integrazione con altre tradizioni: la Kabbalah è combinata con il platonismo fiorentino, l'ermetismo, la magia naturale, dando origine a sintesi inedite rispetto alla tradizione ebraica originaria.
  • L'uscita dal contesto rituale ebraico: il legame con l'osservanza della Legge — costitutivo della Kabbalah ebraica — viene meno. La Kabbalah diventa principalmente una dottrina e una tecnica esegetica.

Sviluppo e dissoluzione

Nel corso del Settecento, l'avvento dell'Illuminismo e il declino dell'interesse per la magia naturale portano alla progressiva dissoluzione della Kabbalah cristiana come corrente vivente. I suoi materiali e i suoi schemi confluiscono però in due direzioni: da un lato nella nascente Massoneria di alti gradi e nel Rosacrocianesimo; dall'altro nella corrente che diventerà la Kabbalah ermetica o esoterica occidentale, di carattere sempre meno cristiano.

Confusioni più comuni

  • Confondere Kabbalah ebraica e Kabbalah cristiana è uno degli errori più diffusi. La prima è un livello dell'ebraismo, la seconda è una rilettura cristiana che spesso forza i materiali originari.
  • I cabalisti cristiani non si consideravano "occultisti": il loro progetto era teologico ed era ritenuto dai suoi promotori una difesa della fede cristiana, non una sua alternativa.
  • La Kabbalah cristiana non è la Cabala ermetica moderna. La distinzione è cronologica e dottrinale: la prima si esaurisce nel Settecento, la seconda emerge nell'Ottocento.