Periodo
II–III secolo d.C. (composizione del Corpus Hermeticum) — riscoperto in Occidente nel XV secolo (traduzione di Marsilio Ficino, 1471).
Origine geografica
Egitto ellenistico, in particolare Alessandria.
Documenti fondativi
Corpus Hermeticum (17 trattati greci); Asclepius (in traduzione latina); Tabula Smaragdina; trattati ermetici tecnici (astrologia, alchimia, magia naturale).
Riscoperta moderna
Traduzione latina del Corpus Hermeticum da parte di Marsilio Ficino (1471), per incarico di Cosimo de' Medici.

Definizione

Per ermetismo si intende il complesso di scritti filosofici, religiosi e tecnici prodotti nell'Egitto ellenistico tra il II e il III secolo d.C. e attribuiti convenzionalmente alla figura mitica di Ermete Trismegisto ("il tre volte grandissimo"), identificato con il dio egizio Thot e con l'Ermes greco. La tradizione ermetica costituisce una delle due grandi matrici dottrinali — accanto al neoplatonismo — di tutto l'esoterismo occidentale successivo.

È necessario distinguere fin dall'inizio tra l'ermetismo antico (corpus di testi storicamente determinati, prodotti in un contesto sincretico greco-egizio) e l'ermetismo moderno come tradizione esoterica continuata, riscoperta nel Rinascimento e sviluppatasi fino all'età contemporanea.

Origine storica

Il Corpus Hermeticum è una raccolta di diciassette trattati in greco, di lunghezza diversa, redatti in forma dialogica. I dialoghi vedono come protagonisti Ermete Trismegisto e i suoi discepoli — principalmente Tat (figlio), Asclepio, Ammone — e affrontano temi cosmologici, antropologici, soteriologici. Il primo trattato, il Poimandres, descrive la creazione e l'origine dell'uomo in termini che richiamano tanto la Genesi quanto il pensiero gnostico e neoplatonico.

La datazione di questi testi è stata oggetto di un celebre dibattito. Fino al 1614, i trattati erano ritenuti opere di altissima antichità, anteriori a Mosè e a Platone. In quell'anno il filologo Isaac Casaubon dimostrò che il greco del Corpus è il greco tardo-ellenistico, e che la sua composizione non poteva risalire oltre i primi secoli dell'era cristiana. La datazione casauboniana è oggi pacificamente accolta dalla critica.

Accanto al Corpus filosofico, l'ermetismo antico comprende un vasto corpus di testi tecnici, dedicati ad astrologia, alchimia, botanica magica, medicina astrologica. La distinzione tra "ermetismo filosofico" e "ermetismo tecnico" è una categoria storiografica utile, anche se i due ambiti si compenetrano.

La riscoperta rinascimentale

Nel 1460, un manoscritto greco del Corpus Hermeticum giunge a Firenze, presso la corte di Cosimo de' Medici. Cosimo dà ordine a Marsilio Ficino, che sta traducendo Platone, di interrompere quel lavoro per tradurre prima Ermete: la traduzione latina, intitolata Pimander, è completata nel 1463 e stampata nel 1471.

È un evento culturale di prima grandezza. L'ermetismo viene accolto nel Rinascimento italiano come testimonianza di una prisca theologia, una sapienza primordiale che avrebbe preceduto e preparato la rivelazione cristiana. Ficino, Pico della Mirandola, Lazzarelli, Patrizi costruiscono su questa base una vasta sintesi tra ermetismo, platonismo e cristianesimo, che alimenterà tutta la cultura magico-filosofica rinascimentale.

Sviluppo moderno

Anche dopo la datazione di Casaubon — che priva l'ermetismo del prestigio dell'antichità remotissima — la tradizione ermetica continua a esercitare un'influenza profonda. Confluisce nel Rosacrocianesimo del Seicento, alimenta la tradizione alchemica fino al Settecento, fornisce categorie all'occultismo moderno (Lévi, Papus, Golden Dawn), è oggetto di rilettura filosofica nel Novecento (Frances Yates, Antoine Faivre, Wouter Hanegraaff).

Sul piano dottrinale, il pensiero ermetico è caratterizzato da alcuni nuclei ricorrenti:

  • Una visione del cosmo come unità vivente, percorsa da corrispondenze tra il livello celeste e quello terrestre. Il principio è sintetizzato dalla famosa formula della Tabula Smaragdina: "ciò che è in alto è come ciò che è in basso".
  • Una concezione dell'uomo come microcosmo che riassume in sé la totalità del cosmo, e che proprio per questo può conoscerlo e — entro limiti — agire su di esso.
  • Una soteriologia che vede nella conoscenza (gnosis) di Dio e di sé stessi la via di liberazione dell'anima dal mondo dei corpi.
  • Un atteggiamento operativo, che si traduce nelle discipline ermetiche tecniche: alchimia, astrologia, magia naturale.

Struttura del Corpus

I diciassette trattati greci del Corpus Hermeticum sono numerati con cifre romane. I principali per importanza dottrinale sono il I (Poimandres), il IV (Cratere), il X (Chiave), il XI (Mente a Ermete) e il XIII (Discorso segreto sulla rinascita). A questi si aggiungono l'Asclepius, conservato in traduzione latina antica, e gli estratti raccolti nel Florilegio di Stobeo (V sec.).

Finalità

Il fine della via ermetica, formulato esplicitamente nei trattati, è la conoscenza di Dio attraverso la conoscenza del cosmo e di sé stessi. Il discepolo, attraverso un percorso che culmina in una "rinascita" (descritta nel trattato XIII), passa da un'esistenza dominata dalle passioni a una condizione di partecipazione alla vita divina.

Confusioni più comuni

  • L'ermetismo storico non è una tradizione iniziatica organizzata in scuole o ordini. È un corpus di testi e una corrente dottrinale: gli "ordini ermetici" moderni sono costruzioni che si richiamano all'eredità ermetica, non sue continuazioni dirette.
  • La "letteratura ermetica" del Novecento (per esempio le opere attribuite a un anonimo "Kybalion" di "Tre Iniziati") non appartiene al corpus ermetico storico: si tratta di testi del XX secolo che riprendono parte del lessico ermetico in formulazioni moderne.
  • L'identificazione popolare di "ermetismo" con "tutto ciò che è oscuro o nascosto" deriva dall'aggettivo "ermetico" usato in senso lato; non corrisponde al contenuto dottrinale della tradizione storicamente determinata.