Periodo
I-IV sec. d.C. (gnosticismo storico). Riprese moderne: XIX-XX sec.
Origine geografica
Vicino Oriente, Egitto, Siria.
Documenti fondativi
Biblioteca di Nag Hammadi (rinvenuta nel 1945, 52 testi copti). Vangelo di Tommaso, Vangelo di Filippo, Vangelo della Verità, Apocrifo di Giovanni, Pistis Sophia.
Fonti eresiologiche
Ireneo di Lione, Adversus haereses (II sec.); Ippolito di Roma, Refutatio omnium haeresium (III sec.); Epifanio di Salamina, Panarion (IV sec.).

Definizione

Il gnosticismo designa una famiglia di correnti religiose attive nei primi secoli dell'era cristiana, che pongono al centro della propria dottrina la gnosis (conoscenza salvifica) e una visione del mondo segnata da un dualismo radicale tra mondo materiale (negativo) e mondo spirituale (positivo).

Il termine "gnosticismo" è una categoria storiografica relativamente moderna; le correnti che oggi raggruppiamo sotto questa etichetta non si presentavano come un movimento unitario, ma come scuole distinte con denominazioni proprie (valentiniani, sethiani, basilidiani, manichei, ecc.). Una corrente di studi recenti (Michael Williams, Karen King) propone addirittura di abbandonare la categoria stessa di "gnosticismo" come troppo eterogenea per essere utile.

Origine storica

Le correnti gnostiche emergono nel I-II secolo d.C. nel Mediterraneo orientale, in stretta interazione con il cristianesimo nascente, l'ebraismo del Secondo Tempio, il pensiero greco (in particolare il medioplatonismo) e le tradizioni religiose egizie e iraniche. Sono note dapprima principalmente attraverso le confutazioni dei Padri della Chiesa, in particolare l'Adversus haereses di Ireneo di Lione (180 ca.), che descrive in dettaglio le dottrine gnostiche per confutarle.

La conoscenza diretta dei testi gnostici è stata trasformata dalla scoperta, nel dicembre 1945 a Nag Hammadi (Egitto), di una biblioteca contenente 52 testi copti del IV secolo, traduzioni di originali greci più antichi. Tra questi figura il Vangelo di Tommaso, raccolta di 114 detti attribuiti a Gesù, di cui una parte ha paralleli sinottici e una parte è caratteristicamente gnostica.

Le grandi correnti

  • Valentiniani: scuola fondata da Valentino (II sec.), originario di Alessandria poi attivo a Roma. La più sofisticata teologicamente; articola un complesso sistema di emanazioni divine ("eoni") che costituiscono il Pleroma (la "pienezza" divina). Caduta di un eone (Sofia) all'origine del mondo materiale.
  • Sethiani: gruppo che vede in Set, figlio di Adamo, il capostipite della stirpe spirituale. Mitologia complessa con il dio supremo trascendente, il Demiurgo ignorante (identificato col Dio dell'Antico Testamento) e la liberazione gnostica.
  • Basilidiani: scuola di Basilide ad Alessandria (II sec.).
  • Marcioniti: corrente di Marcione di Sinope (II sec.), che radicalizzò l'opposizione tra Dio dell'Antico Testamento (giusto, ma inferiore) e Dio del Nuovo (Padre di Gesù, supremo). Contrastato come gli altri gnostici dalla Grande Chiesa, formò una propria comunità con un canone scritturale ridotto.
  • Manichei: religione fondata da Mani (III sec. d.C.) in Mesopotamia, di carattere fortemente dualista; si diffuse dall'Atlantico fino alla Cina e durò per oltre un millennio.

Caratteristiche dottrinali ricorrenti

  • Dualismo: opposizione radicale tra mondo spirituale (luce, pleroma) e mondo materiale (tenebra, kenoma).
  • Demiurgo: il mondo materiale è opera di un dio inferiore (spesso identificato con il Dio dell'Antico Testamento), distinto dal vero Dio supremo e trascendente.
  • Antropologia: divisione dell'umanità in tre classi (pneumatici, psichici, ilici) secondo la prevalenza in essi dell'elemento spirituale, animico o materiale.
  • Salvezza per gnosis: la liberazione dell'uomo non avviene per fede né per opere ma per la conoscenza della propria origine divina e del proprio destino.
  • Cristologia docetica: in molte correnti, Cristo non si è veramente incarnato in un corpo materiale ma è apparso come tale ("dokein", apparire).

Riprese moderne

L'interesse moderno per lo gnosticismo si sviluppa nell'Ottocento (Adolf von Harnack), si intensifica con la pubblicazione dei testi di Nag Hammadi a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, e ha generato sia studi storici di alto livello (Hans Jonas, Henri-Charles Puech, Giovanni Filoramo) sia interpretazioni filosofiche (Eric Voegelin parla di "gnosticismo" come categoria della modernità) e psicologiche (Carl Gustav Jung). Sono nate anche, principalmente in Francia e negli Stati Uniti, "Chiese gnostiche" moderne (a partire dall'Église Gnostique di Jules Doinel, 1890), che riprendono nomi e simboli antichi in costruzioni contemporanee.

Confusioni più comuni

  • "Gnosi" e "gnosticismo" non sono sinonimi: la prima è una categoria più ampia (conoscenza sapienziale), il secondo designa specifiche correnti storiche.
  • Le "Chiese gnostiche" moderne non sono continuazioni dirette delle correnti antiche: sono ricostruzioni che si ispirano a queste, con strutture e dottrine elaborate in epoca contemporanea.
  • L'identificazione popolare di "gnosticismo" con qualsiasi forma di sapere riservato è impropria: lo gnosticismo storico è caratterizzato non dalla riservatezza ma da specifiche dottrine cosmologiche, antropologiche e soteriologiche.
  • Il Vangelo di Tommaso, pur sopravvissuto in una biblioteca gnostica, contiene materiali di natura disparata: la sua attribuzione integrale al gnosticismo è discussa.