- Periodo
- VI sec. a.C. (testimonianze più antiche) — età ellenistica e imperiale (riprese e codificazioni).
- Origine geografica
- Mondo greco, con particolare diffusione in Magna Grecia, Tracia e Attica.
- Fonti
- Frammenti orfici (raccolti da Otto Kern, Orphicorum Fragmenta, 1922; nuova edizione di Alberto Bernabé). Lamine d'oro orfiche (Hipponion, Petelia, Thurii, Pelinna). Papiro di Derveni (IV sec. a.C.).
Definizione
L'orfismo è una corrente religiosa misterica del mondo greco antico, che fa capo alla figura mitica di Orfeo, cantore tracio, e si articola in scritti sacri (gli "scritti orfici"), in pratiche rituali, in regole di vita e in dottrine sulla natura dell'anima. Costituisce, accanto ai misteri eleusini e al pitagorismo, una delle vie iniziatiche del mondo greco; e proprio per questo è oggetto di un dibattito storiografico complesso.
La scoperta nel 1962 a Derveni (Macedonia) di un papiro contenente un commento allegorico a un poema orfico di età arcaica ha trasformato gli studi: l'orfismo non può più essere considerato — come fece a lungo Wilamowitz — una "invenzione" tarda, ma una tradizione attestata già nel V-IV secolo a.C.
Origine e fonti
Le testimonianze più antiche sull'orfismo risalgono al VI secolo a.C. La figura di Orfeo è già nota a Pindaro e ad Eschilo come iniziatore di riti misterici. Alla sua autorità venivano ricondotti scritti sacri (poemi teogonici e cosmogonici, formule rituali) e una catena di trasmissione iniziatica. La produzione orfica continuerà attraverso l'età ellenistica fino agli Inni orfici di età imperiale (87 inni dedicati a varie divinità).
Mito centrale
Cuore della dottrina orfica è il mito di Dioniso Zagreo: il dio bambino, figlio di Zeus e Persefone, viene attratto dai Titani con uno specchio e altri giocattoli, sbranato e divorato; Zeus fulmina i Titani, e dalle loro ceneri nasce l'umanità. L'uomo è dunque costituzionalmente misto: porta in sé un elemento titanico (il corpo, la passionalità) e un elemento dionisiaco (l'anima divina). La vita dell'iniziato è un cammino di purificazione che mira a liberare l'elemento divino dalla prigione titanica del corpo.
Pratiche e regole di vita
Gli orfici (gli Orphikoí) sono caratterizzati nel mondo antico da un bíos (regola di vita) specifica: vegetarianesimo, astensione dalle uova e dalle fave, abito di lino bianco, riti di purificazione. Il loro scopo è la purificazione dell'anima dall'eredità titanica e la sua liberazione dalla "ruota delle nascite" (la metempsicosi).
Le lamine d'oro
Tra i ritrovamenti più suggestivi associati all'orfismo (e in parte al pitagorismo, con cui l'orfismo presenta affinità) sono le lamine d'oro: piccole lamine d'oro inscritte, deposte nelle tombe di iniziati tra V sec. a.C. e III sec. d.C. (Hipponion, Petelia, Thurii, Pelinna, Eleutherna), contenenti istruzioni per il viaggio dell'anima nell'aldilà. Una formula caratteristica, ricorrente in più lamine, recita: "Sono figlio della Terra e del Cielo stellato, ma la mia stirpe è celeste".
Dottrine ricorrenti
- Origine duplice dell'uomo: titanica e dionisiaca, terrestre e celeste.
- Immortalità dell'anima: l'anima preesiste al corpo e gli sopravvive.
- Metempsicosi: l'anima trascorre numerose esistenze in corpi diversi prima della liberazione finale.
- Soma-sema: il corpo è "tomba" o "prigione" dell'anima (formula attestata in Platone, di probabile derivazione orfico-pitagorica).
- Necessità dell'iniziazione: solo l'iniziato avrà nell'aldilà sorte felice; gli altri rimangono soggetti alla ruota delle nascite.
Eredità
L'orfismo ha esercitato un'influenza profonda su tutto il pensiero greco successivo. La sua dottrina dell'anima ha agito su Platone (le immagini dei dialoghi Fedone, Fedro, Timeo sono in larga parte di matrice orfico-pitagorica). Attraverso il platonismo e il neoplatonismo, l'eredità orfica è giunta al cristianesimo (alcuni autori cristiani vedono in Orfeo una prefigurazione del Cristo) e all'esoterismo rinascimentale. Marsilio Ficino tradusse e commentò gli Inni orfici e li intonava sulla lira.
Confusioni più comuni
- L'orfismo non è una "religione organizzata" sul modello delle religioni storiche: è una corrente di iniziati, di scritti, di pratiche, che attraversa la religione greca senza costituire un'istituzione separata.
- Le frequenti sovrapposizioni tra orfismo e pitagorismo nell'antichità riflettono affinità reali (metempsicosi, regola di vita, dottrina dell'anima) ma le due tradizioni vanno distinte: l'orfismo è anteriore e di carattere più mitico-rituale, il pitagorismo è una scuola filosofico-religiosa più strutturata.
- Il mito di Orfeo che scende agli Inferi per riportare Euridice — pur appartenente al patrimonio orfico — non è il nucleo dottrinale dell'orfismo, ma una sua celebre articolazione narrativa.